Grotta Di Luppa 02/06/2022

Sembrava uno di quei giorni liberi in cui si è destinati a prendere il proprio cane e a costringerlo a fare un giro nelle sperdute terre abruzzesi.

Infatti, nonostante i miei numerosi messaggi che, come consuetudine iniziano il Lunedì sera, non c’era nessuno disponibile per quel giorno. All’improvviso però, il nostro tuttofare Simone Risi si libera dai suoi impegni e giustamente non poteva rimanere senza far nulla, quindi le mie rotture di palle si focalizzano su di lui e, dopo svariati cambi di programma, ci uniamo al gruppo speleo dell’Aquila per andare a Grotta di Luppa, a Sante Marie.

Partenza molto presto, entrata in grotta un po’ in ritardo a causa di ritardi e colazioni varie. Al punto dove lasciare le auto, ci attende anche il nuovo gestore della grotta, Orlando, con la sua squadra al seguito: Giuseppe e Eleonora, una nostra vecchia conoscenza. Anche se, all’inizio, né io, né Simone l’avevamo riconosciuta.

Il numeroso gruppo, composto da me, Simone, Orlando, Giuseppe, Eleonora e dagli speleo aquilani Luca, Alberto, Daniele, Patrizio, Sara e Emma, inizia il breve cammino che porta all’androne della grotta. Dopo la passerella turistica, iniziamo da subito ad inzupparci completamente.

Secondo Alberto, la presenza d’acqua non è tantissima. Dal mio punto di vista, non avevo mai visto tanta acqua in una grotta. Praticamente dopo poco dall’ingresso, noi che eravamo più avanti, veniamo a sapere che Giuseppe è uscito dalla grotta per un piccolo malore, appurando poi che non fosse nulla di grave.

Inizialmente ci sono alcuni piccoli pozzi che non sempre necessitavano di corda e diversi tratti in cui bisogna nuotare per superare le pozze d’acqua o comunque bagnarsi per bene.

Arrivati allo pseudo-sifone, l’acqua sale letteralmente alla gola, poco prima di percorrere un altro tratto senza corda ed arrivare al pozzo da 22 metri, il più alto della grotta. Qui abbiamo dovuto aspettare un po’ visto che il pozzo era da armare e le pareti della grotta erano completamente marce.

C’è voluta davvero tanta pazienza per i nostri condottieri a riuscire nell’impresa. Tra questi condottieri c’era ovviamente Simone. Nonostante in macchina si fosse preso la briga di dirmi che in quella giornata eravamo ospiti e che quindi io e lui non avremmo preso responsabilità, ci saremmo semplicemente goduti la grotta e lui sarebbe rimasto al mio fianco, non appena hanno estratto il trapano dalla sacca stagna, gli sono venuti gli occhi a cuoricino e ha iniziato a fare tutto lui. Ma io lo sapevo già. Come già sapevo che avrei portato un sacco pesantissimo lasciando qualcuno a caso a mani vuote!. L’attesa si è prolungata per circa un’ora o forse di più. Il freddo iniziava a farsi sentire e tre dei nostri hanno deciso di tornare indietro: Alberto, Eleonora e Sara. La simpatia di Alberto è stata veramente d’aiuto in quella lunga attesa.

Conclusa l’operazione sul pozzo da 22 metri, abbiamo riniziato a muoverci e a scaldarci, nonostante il pozzo finisca precisamente all’interno di un laghetto. Successivamente la grotta è molto simile al primo tratto con diversi laghetti e diversi piccoli pozzi di pochi metri.

Poco prima di arrivare al tratto Bicchiere Selleri, anche Orlando decide di tornare indietro e rimaniamo in sei: io, Simone, l’impavido Patrizio, Emma, Daniele e Luca. Purtroppo la nostra avanzata dura veramente pochissimo perché le corde erano terminate e quindi, dopo un altro tratto di camminata senza corda, ci troviamo di fronte altri pozzi non superabili senza corda e quindi decidiamo ovviamente di tornare indietro.
Andiamo avanti io, Patrizio e Luca mentre Emma, Daniele e Simone chiudono il gruppo per recuperare le corde. Ad un certo punto mi distacco da Luca e Patrizio e proseguo da solo. Non potevo perdermi, la via era una soltanto.

Arrivato allo pseudo-sifone però, il mio pessimo senso dell’orientamento inizia a farsi sentire e per evitare di dar problemi, trovandomi davanti ad un bivio, mi fermo e mi faccio i fatti miei. Dopo un’attesa di circa venti minuti in cui mi ero quasi addormentato in una posizione comodissima, tipo amaca, preoccupandomi che fosse successo qualcosa, decido di tornare indietro per vedere a che punto si trovavano gli altri. Dopo un bel tratto, scorgo le luci delle frontali di Luca e Patrizio e mi ricongiungo a loro, rassicurandomi che non fosse successo nulla. Riniziamo la risalita fino all’uscita della grotta e ci ricongiungiamo agli altri usciti primi. A quanto pare avevano anticipato la birra post–grotta, senza però lasciare nulla a noi! Dopo aver atteso Simone per farmi una foto in muta con lui da mandare a Maurello, ci siamo cambiati e siamo ripartiti verso il bar di Sante Marie.

In macchina io e Simone abbiamo avuto un piccolo confronto sull’andamento della grotta anche in base alle informazioni che ci eravamo scambiati nei giorni precedenti. È stata la mia prima esperienza in una grotta acquatica nonché la prima volta che ho indossato la muta e devo dire che è andata bene, mi sono divertito proprio tanto e il temutissimo freddo di cui mi avevano parlato non l’ho minimamente sentito se non verso la fine di quella lunga attesa. Ho invece sentito, anzi toccato, quanto diavolo diventa scivolosa la roccia, ponendo davanti gli occhi di Simone una scena da cartone animato in cui mi sono praticamente fiondato con la gamba sinistra in una piccola pozza che sembrava alta qualche centimetro e invece era almeno un metro! Purtroppo Simone non ha avuto i riflessi rapidi per riprendere la scena con la sua immancabile macchinetta fotografica. Confrontandomi con Simone e con gli altri ho anche imparato alcuni aspetti magari scontati ma a cui una persona inesperta come me non pensa in caso di presenza di acqua, legati anche al torrentismo, come ad esempio del perché spesso non si faccia il nodo a fine corda, che io da bravo corsista speleo modello ho fatto non appena hanno cacciato la prima corda.

Devo dire che è stata una bellissima esperienza non soltanto per la grotta e l’acqua in sé e per sé, ma anche per le persone con cui l’ho affrontata. Anche se non credo di aver ancora trovato persone in questo ambito che mi facciano sentire a disagio, e io le cerco ovunque ste persone.

In conclusione, posso dire che è stata la bellissima e faticosa giornata tipica da speleo che non vedi l’ora di rifare, nonché una bella introduzione al corso di torrentismo che (forse) inizierò
settimana prossima!

Grazie per la lettura!

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