Grotta a Male

aGrotta a Male (anticamente nota come Grotta Amare) è una cavità situata nella Valle del Vasto, nei pressi di Assergi in provincia dell’Aquila, e risulta essere la grotta più estesa del massiccio del Gran Sasso.

Resa famosa dal celebre Francesco de Marchi, Capitano al seguito di Margherita d’Austria, è considerata la prima cavità esplorata in senso speleologico, con testimonianza in data 1573 e una descrizione scientifica che non ha precedenti. Grotta a Male vanta anche il primato di essere stata celebrata per prima dal punto di vista filatelico, in quanto protagonista del primo annullo postale figurativo dedicato alla speleologia, recante data l’8 dicembre 1973.

Sull’Agenda del Club Alpino Italiano a cura del Comitato Scientifico Centrale del 2004 un testo di Alberto Liberati ne descrive le caratteristiche, riportate di seguito.

“Lo sviluppo della grotta è di 480m con una profondità massima di -84m, l’asse principale (NO) coincide con quello del torrente Raiale che scorre 60m più in basso; l’ingresso, a quota 956m, è un inghiottitoio fossile lungo 35m sul cui soffitto si notano i segni di distacco della roccia calcarea stratificata orizzontalmente.

Oltre l’ingresso si sviluppa uno stanzone, meglio conosciuto come Sala del Tronco, da cui dipartono numerosi cunicoli. Uno di questi, disostruito nel 1962 a opera del Gruppo Speleologico Aquilano, dopo un tortuoso percorso elicoidale, permette di accedere all’interno dell’ambiente più grande dell’intera grotta, con una lunghezza che supera i 55m e il fondo ingombro di grossi massi calcarei, da cui prende in nome di Sala dei Colossi.

Da qui dipartono tre rami: lungo la parete destra della sala quello dell’Organo (dove le poche stalattiti rimaste, se percosse, emettono un suono particolare) e al termine della sala due rami collegati tra di loro tramite un sifone perennemente allagato (Ramo delle Pannocchie e dei Laghi con il Ramo della Sala De Marchi).

Discendendo la Sala dei Colossi, lungo la parete inferiore sinistra, si arriva sull’orlo di un pozzo che, con un salto di 15m, permette l’accesso a un’ampia sala da cui dipartono il Ramo delle Pannocchie e quello dei Laghi, dove è presente, oltre a un lago, una sorgente attiva.

Percorrendo invece la Sala dei Colossi lungo la parete inferiore destra, si accede tramite una strettoia in discesa nella sala più bella e concrezionata della grotta: la Sala della Croce, dove il nostro De Marchi incise una croce. Da qui, si prosegue per arrivare nella Sala De Marchi da cui è facilmente visibile il lago omonimo congiunto, tramite sifone di 20m allagato, con la diramazione dei laghi; il livello comunque non è sempre costante, ma soggetto a notevoli escursioni stagionali.

La cavità, nella parte superiore è quasi priva di concrezioni, nella parte finale invece, presenta numerose stalagmiti di diametri abbastanza grandi che in alcuni casi superano i 50cm, alcune di queste sono inclinate su un fianco a seguito di movimenti tettonici e sismici.

La temperatura media è inferiore ai 12C°, l’umidità relativa superiore al 90%, la temperatura dell’acqua dei rami terminali oscilla tra gli 8.8÷9.4 C°”.

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