Grotta a Male – Uscita sezionale 16/10/17

La seguente relazione è stata scritta da uno dei partecipanti dell’uscita sezionale CAI, per conoscere il punto di vista di chi viene accompagnato in grotta.

GROTTA A MALE – USCITA SEZIONALE 16/10/2017

Ore 18:20 e Piero mi chiama… Rispondo assalito dall’ansia che l’uscita in grotta fosse saltata ed invece mi avverte di un suo semplice ritardo.

Meno male…

Alle 19:10, con 10 minuti di ritardo, raggiungiamo il resto del gruppo nel luogo di incontro prestabilito, il cimitero di Assergi. Siamo circa in 21 compresi i membri del GGFAQ.

Già, senza il GGFAQ, questa bellissima ed emozionante esperienza, come si suol dire nelle viscere della terra, non sarebbe stata possibile.

Tutti cambiati ed armati di caschetto e torcia ci siamo diretti verso il maestoso ingresso della grotta.

Una sosta in passerella per dar modo a tutti di vedere gli accompagnatori preparare le corde per la discesa, esplicitando, per chi ancora non l’avesse capito, che non si tratterà di una passeggiata con macchinetta fotografica alla mano.

Le raccomandazioni di rito di Marco tranquillizzano tutti, lo staff del GGFAQ si disporrà ogni due inesperti, l’ambiente interno è più che sicuro e soprattutto i pipistrelli non si attaccano ai capelli!!!

Pronti e si va giù, primo scivolo di fango accompagnati dalla corda e subito sopra le nostre teste si alternano rocce di color argento a rocce di color oro, sono dei microrganismi presenti in questo ambiente, a dir poco abbaglianti!

Inizia la Chiocciola (serie di passaggi tra rocce in discesa che formano un’elica), ma il buon Luca mi indica il triangolo, una piccola insenatura da cui poter scendere. Affascinato da sempre ed estimatore di questa figura geometrica mi ci infilo e via giù a raggiungere il resto della fila.

In breve, non dopo aver avvistato un piccolo pipistrello appeso per una roccia, niente a che vedere con le volpi volanti australiane, ci siamo ritrovati nella “Sala dei Colossi”.

Affascinati i tipi di concrezione, colori che spaziano dal bianco intenso ad un giallo ocra passando per un bianco sporco.

Stalagmiti imponenti davanti i nostri occhi e a disposizione per essere toccate senza barriere in plexiglass o staccionate in ferro che solo la consapevolezza delle persone possono far rimanere ancora integre nel loro aspetto naturale.

La cosa straordinaria di questa avventura è stato vivere la grotta nel suo modo di essere ancora selvaggia, che come ci hanno ricordato i ragazzi del GGFAQ va salvaguardato!

Ancora qualche passo ed ecco la sala De Marchi, circolare e capiente, culmine, ad oggi, della grotta.

I ragazzi del GGFAQ si portano alla sinistra della stanza ed uno ad uno, forti della loro sicurezza, ci accingiamo ad affacciarsi su un lago blu che ripaga della fatica fatta e che stupisce per la sua limpidezza.

Sul fondo del lago, illuminata dalle lampadine del caschetto, fa bella presenza una croce bianca posta dal gruppo del GGFAQ.

E adesso tutti a sedere per la foto di gruppo! È il momento della foto di Piero! anzi due, non si sa mai….

Cosa entrare a fare in una grotta se non anche per provare la sensazione del buio assoluto?

E allora spegniamo le luci, spalanchiamo gli occhi e niente, assolutamente niente!

E con la visione del buio associamo l’ascolto del silenzio, ma approfittando del buio, chissà mossi da quale fregola, il rumore dello sfregarsi di alcune giacche ha coperto quello del silenzio.

La pronta ammonizione per reclamare il silenzio da parte degli accompagnatori ha fatto sì lo guadagnassimo per 4 secondi permettendoci di godere del rumore di una goccia infrangersi sull’acqua.

Alla riaccensione delle luci, ancora tutti vestiti, compresi gli escursionisti più’ eccitati che non riuscivamo a star fermi, siamo ripartiti alla volta dell’uscita.

Per qualcuno di noi, ce’ stato il tempo di provare l’ebrezza dello strisciare nel cosiddetto “Ramo della Pannocchia”.

La “Pannocchia” ha ben reso l’idea delle difficoltà che si possono incontrare nella scoperta di una cavità naturale: luoghi angusti, passaggi critici e tanta, tanta fatica, ed un pensiero non è potuto che andare al De Marchi e tanti come lui che nel 1573 senza le tecnologie di oggi si avventurò in questa scoperta meravigliosa.

È stata davvero una bellissima esperienza, ricca di emozioni e scoperte.

Un grazie a tutto il gruppo del GGFAQ per la sua disponibilità e per la sua professionalità.

Ciao alla prossima

Roberto

 

P.S.

La proposta del “Ramo del morto” mi garba assai, voglio proprio vedere come Piero riuscirà a fare la foto di gruppo dentro quel cunicolo….  

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